03 ott
ARCHITETTURA E ARTI PER LA LITURGIA
Giovedì 3 ottobre p.v., avrà inizio il Master
23 set
OAPPC Grosseto
Il Consiglio dell’Ordine degli Architetti
15 set
Politecnico di Milano
La consulenza tecnica nel procedimento civile, la
23 ago
Comune di Roccamena
Al fine di dar seguito alla richiesta pervenuta
12 ago
AVVISO AGLI ISCRITTI
Si comunica agli iscritti che gli Uffici di
12 ago
Comune di Palermo
Si allega la nota ricevuta dallo sportello unico
06 ago
Fondazione Inarcassa
Si comunica l'avvio dei corsi di formazione
26 set 2014

Riceviamo e Volentieri Pubblichiamo
Dimissioni di 5 Consiglieri

"Eletto il nuovo Presidente dell'Ordine" è la notizia del giorno riportata sull'aggiornato (sic!) sito web dell'Ordine degli architetti di Palermo.

Veniamo così a sapere che, dimessosi da Presidente Alfonso Porrello, "Il nuovo Presidente, arch.Francesco Miceli, appena eletto ha sottolineato la gravità della situazione in cui si trova la professione dell'Architetto (...) In particolare una grande attenzione va rivolta ai giovani architetti (...) Nella stessa seduta il Consiglio (...) ha riconfermato alla carica di Segretario l'Arch. Gabriella Tumminelli e quella di Tesoriere l'Arch. Lidia Mormino, alla carica di Vice Presidente è stato eletto l'Arch. Prof. Francesco Cannone"

Cambiare tutto per non cambiare niente.

Il dormiente sito dell'Ordine non riporta la notizia delle dimissioni in blocco, nella stessa seduta, di cinque Consiglieri, Iano Monaco, Elio Caprì, Nunzio Marsiglia, Paolo Oreto e Claudia Rubino, esponenti della lista Ordinepuntoeacapo, fortemente critici verso l'insostenibile inerzia di una maggioranza incapace e priva di autorevolezza, che per un anno ha inutilmente occupato ogni carica esecutiva senza combinare nulla di buono. Trascorso un anno esatto dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell'Ordine, i dieci Consiglieri di maggioranza hanno redistribuito le cariche direttive al loro interno per affrontare quelle che, proprio a causa della loro incapacità, sono diventate vere e proprie emergenze.

I cinque dimissionari, i quali hanno preannunciato che nessuno degli altri colleghi della lista Ordinepuntoeacapo accetterà di subentrare in Consiglio, hanno costantemente proposto in questi dodici mesi, inascoltati, idee e strategie per fare sentire la voce degli architetti, per porre all'attenzione generale le questioni del fare architettura, della sua qualità e della sua dignità. Nessuna iniziativa è riuscita di contro a portare avanti nell'anno appena trascorso la maggioranza che ha governato il Consiglio votando sempre compatta secondo una rigida logica di parte.

Questi, in sintesi, i principali rilievi critici sollevati dai cinque consiglieri dimissionari:


Nessun servizio, nessuna tempestiva informazione resi agli iscritti su nessuno dei mille argomenti e problemi che quotidianamente deve affrontare chi cerca di esercitare la professione di architetto

Nessuna attenzione verso i giovani, gli iscritti junior e le nuove figure professionali

Scadente e intempestiva comunicazione con gli iscritti

Trasparenza dell'attività del Consiglio tanto sbandierata in campagna elettorale quanto di fatto negata

Totale assenza dalle iniziative e dal dibattito sui problemi dell'architettura e del territorio

Piano dell'offerta formativa di modestissimo e imbarazzante livello

Inesistenza di rapporti con le istituzioni

Disorganizzazione degli uffici di segreteria

Precaria situazione economico-finanziaria dell'Ordine

Totale disattenzione verso i problemi posti dalla crisi generale


A seguito delle dimissioni dei cinque consiglieri di minoranza, presentate per dignità umana e professionale, e della susseguente rinuncia al subentro degli altri componenti di Ordinepuntoeacapo, il Consiglio dell'Ordine degli architetti di Palermo sarà interamente composto da candidati della lista Riprendiamoci il futuro, personalmente sponsorizzata, contro ogni norma deontologica e contro ogni eleganza istituzionale, dall'arch. Raffaello Frasca, componente del Consiglio Nazionale degli Architetti & PPC, che, non sazio dei risultati fallimentari del Consiglio eletto, con i suoi buoni uffici, nel precedente quadriennio, potrà annoverare tra i suoi meriti anche i pessimi risultati di quello attuale.