02 dic
Palermo: Infrastrutture umane, opportunità della catastrofe

Si comunica agli iscritti che giovedì 2
22 nov
Arkeda 2021: Le dimensioni dell'Architettura

Nell’ambito della ottava edizione
19 nov
Vorreisapere - Domande frequenti
SU QUESTA PAGINA LE DOMANDE, E LE RISPOSTE, POSTE
19 nov
Vorreisapere - Domande frequenti
SU QUESTA PAGINA LE DOMANDE, E LE RISPOSTE, POSTE
18 nov
ANDRES CANOVAS. ABITARE COME QUESTIONE COLLETTIVA

Si comunica agli iscritti che giovedì 18
17 nov
La responsabilità del direttore dei lavori Profili civili e tecnici

Si comunica agli iscritti che mercoledì 17
16 nov
LA RESPONSABILITÀ DEL DIRETTORE DEI LAVORI PROFILI CIVILI E TECNICI
Si comunica agli iscritti che mercoledì 17
03 nov 2021

Carlo Scarpa - Il delirio del particolare
Debutta mercoledì 3 novembre alle ore 21.00, nella Sala Strehler del Teatro Biondo di Palermo, lo spettacolo "Il delirio del particolare" (qui il video) di Vitaliano Trevisan con la regia di Giorgio Sangati. Prodotto dal Teatro Biondo e dal Centro Teatrale Bresciano, lo spettacolo è interpretato da  Maria Paiato, vincitrice nel 2019 del Premio Ubu, da Carlo Valli e Alessandro Mor.
MercolediÌ 3 Novembre 2021 ore 21.00
GiovediÌ 4 Novembre 2021 ore 17.00
VenerdiÌ 5 Novembre 2021 ore 17.00
Sabato 6 Novembre 2021 ore 17.00
Domenica 7 Novembre 2021 ore 20.30
MartediÌ 9 Novembre 2021 ore 17.00
MercolediÌ 10 Novembre 2021 ore 21.00
GiovediÌ 11 Novembre 2021 ore 21.00
VenerdiÌ 12 Novembre 2021 ore 21.00
Sabato 13 Novembre 2021 ore 17.00
Domenica 14 Novembre 2021 ore 20.30

La scheda tecnica dello spettacolo:
Teatro Biondo di Palermo – Sala Strehler, dal 3 al 14 novembre 2021
Il delirio del particolare
di Vitaliano Trevisan
con Maria Paiato
e con Carlo Valli e Alessandro Mor
regia Giorgio Sangati
scene Alberto Nonnato
costumi Gianluca Sbicca
musiche Michele Rabbia
luci Cesare Agoni
assistente alla regia Valeria de Santis
produzione Teatro Biondo Palermo / Centro Teatrale Bresciano

Vitaliano Trevisan firma un testo metafisico, vincitore del Premio Riccione 2017, dove il racconto del magistero dell’architetto Carlo Scarpa diviene un meraviglioso pretesto per svolgere una malinconica, struggente riflessione sull'arte e sulla fine.

Il regista Giorgio Sangati si avvale di due eccellenti attori come Carlo Valli e Alessandro Mor e di un’artista di immenso talento come Maria Paiato, vincitrice nel 2019 del Premio Ubu.

Il 28 novembre del 1978 a Sendai, in Giappone, muore cadendo da una scala Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti del ’900.
A distanza di qualche decennio l'anziana vedova di un ricco imprenditore torna, accompagnata da un badante, nella sua villa su un lago progettata proprio da Scarpa insieme al cimitero di famiglia fatto costruire dal consorte, «perché a mio marito non bastava una tomba, o una cappella di famiglia», cimitero dove è sepolto per sua volontà anche l’illustre architetto.
La donna non mette piede nella casa da anni e da anni è tramontato anche il mondo economico e culturale di cui è stata protagonista insieme al marito: la produzione di elettrodomestici di design, i salotti mondani con ospiti i maggiori esponenti dell'arte, della letteratura e della musica del momento. Tutto finito, e forse, come la fabbrica, anche la villa sarà venduta.
Nella vasta casa, in una sorta di ipnotico flusso di coscienza, la signora ripercorre la sua vita: il suo passato di attrice teatrale, l'abbandono della carriera per sposare il ruolo di moglie e poi di madre e il rapporto strettissimo, quasi morboso, con il grande architetto.
Nel tempo sospeso di questo soggiorno, la vedova incontra anche un professore di storia dell'architettura che sta scrivendo un saggio su Scarpa: lui le svelerà l’enigma di Sendai, lei gli consegnerà alcuni preziosi disegni del maestro.
Nel serrato alternarsi di soliloqui, silenzi e dialoghi tra i due personaggi, emerge sempre più nitido e al tempo stesso indecifrabile il ritratto di un uomo eccentrico e geniale, ossessionato dal dettaglio e dal controllo (il delirio del particolare, appunto); un regista capace di giocare con lo spazio e con il tempo, di sfidare – attraverso la creazione di un poema frammentario in forme architettoniche – il mistero della morte.
Sarà una scrosciante pioggia, nel finale, a sciogliere inaspettatamente l'enigma di un’arte e di una vita enigmatiche, rivelando il senso recondito di una ricerca artistica straordinaria: intrecciare la vita con il suo disfarsi, la natura con l'architettura, attraverso la melodia inesausta delle cose.