13 Novembre 2022

Ordine degli architetti di Palermo

Benvenuti e benvenute in questa bellissima Sala Martorana di Palazzo Comitini che la cortesia del padrone di casa (il Presidente della Città metropolitana nonché sindaco di Palermo, Roberto Lagalla) ci ha messo a disposizione. A lui va il nostro ringraziamento.

Il motivo che ci vede oggi riuniti non è l’assegnazione di un premio di architettura, magari alla carriera, ma più semplicemente è il riconoscimento ad alcuni dei nostri colleghi – forse più fortunati, più testardi, sicuramente più resistenti – del merito di essere stati continuativamente iscritti al nostro ordine professionale per almeno 50 anni, così esercitando il mestiere difficilissimo e bellissimo dell’architetto: un mestiere, una professione, un’arte (?) Che persegue il soddisfacimento dei bisogni dell’essere umano in relazione al suo modo di vivere sulla terra e di occuparne lo spazio avendo come guida la ricerca della venustas e della firmitas, consapevole, l’architetto, degli aspetti etici e deontologici delle sue attività e dei suoi progetti.

I più resistenti tra noi sono Maria Cataliotti (iscritta dal 1952 col numero 83) e Angelo Nicosia (iscritto dal 1955 col numero 94).

Negli anni ’50 del secolo scorso il nostro ordine, fondato nel 1925, estendeva le sue competenze sulle provincie di tutta la Sicilia occidentale: Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta.

Quando chi vi parla si iscrisse, nel mese di marzo del 1971, gli venne assegnato il numero 339. Nel frattempo le competenze del nostro Ordine erano state limitate al territorio della sola provincia di Palermo, essendo stati fondati altri Ordini degli architetti in ragione di uno per ogni provincia della nostra regione.

Ciò vuol dire che 51 anni fa gli architetti della Provincia di Palermo erano meno di 400 e ai più anziani sembrava una enormità. Ci si iscriveva presso la sede di via Noto (una stanza, un saloncino + servizi) dove l’ordine si era trasferito dalla vecchia sede di via Caltanissetta.

Oggi gli iscritti sono 3.931, di cui 1.306 donne e 2.625 uomini: una risorsa di idee e di capacità a disposizione della collettività. 2.511 sono gli iscritti residenti a Palermo e 1.420 i residenti nel territorio provinciale; territorio le cui istanze ed i cui problemi vengono portati all’attenzione del Consiglio dai 15 delegati responsabili dei 15 distretti in cui il territorio provinciale è stato suddiviso (Responsabile dei delegati, il consigliere Alberto Proto, coadiuvato dalle consigliere Isabella Daidone e Giuseppina Leone).

Alla tremilanovecentotrentunesima neo iscritta, Laura Sireci, è stato assegnato il numero 6.930, che tiene conto dell’avvicendarsi di dimissioni, decessi, trasferimenti.

Da alcuni anni la sede dell’Ordine si è trasferita in una delle storiche palazzine della famiglia Florio in pazza Principe di Camporeale, acquistata dallo stesso Ordine con risorse proprie.

Nel tempo sono di molto aumentate le competenze dell’architetto ed i settori in cui può esercitare la sua attività. Di pari passo sono aumentati i compiti e gli adempimenti dell’Ordine, al cui albo devono essere iscritti, oltre agli architetti, anche i pianificatori, i paesaggisti, i conservatori.

La semplice iscrizione all’Ordine non è più sufficiente per esercitare la nostra professione. Infatti è per legge necessaria la formazione continua degli iscritti a garanzia del loro continuo aggiornamento sui mille aspetti e sui mille ambiti in cui possono esercitare le loro competenze. È anche indispensabile l’assicurazione professionale. Da pochi anni sono stati istituiti i Consigli di disciplina, così liberando i Consigli degli Ordini dal defatigante e non facile compito di giudicare le infrazioni deontologiche dei propri iscritti.

Da un anno e mezzo, su iniziativa del precedente Consiglio presieduto da Franco Miceli, è stata istituita ed ha iniziato la sua attività la Fondazione del nostro Ordine (FOAP) con il compito statutario di promuovere la valorizzazione e la qualificazione della professione dell’architetto.

Uno dei principali obiettivi che la FOAP si è data, oltre a una serie di iniziative culturali e formative, è l’istituzione del Museo della città di Palermo, mai realizzato finora e di cui si avverte la mancanza.

Oltre al compito istituzionale di tenere l’Albo degli iscritti e di garantire alla collettività la preparazione, la correttezza e l’onorabilità dei propri iscritti, l’Ordine è chiamato a dare pareri sulle nuove leggi regionali e sui regolamenti in materia di architettura, di urbanistica ed ambiente; è chiamato a dare risposte adeguate a qualsiasi quesito ed a qualsiasi problema venga sollevato dagli iscritti o dalla pubblica amministrazione o da qualsiasi associazione culturale o professionale che ne abbia titolo; è consapevole, l’Ordine, di essere punto di riferimento per tutti coloro che direttamente o indirettamente operano nei settori dell’architettura, dell’urbanistica, del design, del paesaggio, del restauro, delle trasformazioni ambientali; l’Ordine è e si sforza di essere sempre più la casa di tutti gli architetti che operano nel nostro territorio e non solo. Pur non essendo il sindacato degli architetti, l’Ordine avverte il dovere di essere vicino soprattutto agli iscritti più giovani che si affacciano alla nostra professione (sono 790 gli architetti under 40).

A tal fine sarà varato tra pochi giorni il Coordinamento Giovani Architetti (C.O.G.A.) organizzato da Giulia Canale, seconda vicepresidente, al quale daranno il loro contributo di esperienza tutti i consiglieri. È inoltre attivo da tempo uno sportello virtuale che consente a tutti gli iscritti di porre quesiti al Consiglio per riceverne puntuali risposte sulle procedure tecnico-amministrative edilizie e urbanistiche: sportello curato dai consiglieri Alberto Proto, Mauro Pantina e Roberto Termini.

In un ideale passaggio di consegne saranno oggi i giovani architetti neo iscritti a consegnare ai colleghi più anziani il piccolo segno che ne attesta la fedeltà cinquantennale, ricevendone la tessera di iscrizione al nostro Ordine che, per importanza e per numero di iscritti, è il primo in Sicilia e il quinto d’Italia.

Infine vi prego di scusarmi se oggi non sono qui con voi fisicamente. Me lo impedisce il mio stato di salute che comunque è in forte ripresa. Ringrazio tutti i consiglieri (che con affetto chiamo i miei consiglieri) che in questi giorni sopperiscono col loro impegno alla mia assenza fisica (anche se, grazie ai mezzi di comunicazione, ci sentiamo e ci confrontiamo tutti i giorni).

Li voglio nominare tutti in segno di ringraziamento, ricordando che ognuno di loro è responsabile di un dipartimento in uno dei settori in cui l’Ordine esercita la sua attività: Walter Parlato(vice presidente vicario); Giulia Canale (seconda vicepresidente); Carmelo Galati Tardanico(segretario); EmanueleNicosia (tesoriere); Cesare Arangio; Lina Bellanca (vice presidente FOAP); Cinzia Bellavia; Isabella Daidone (componente c.d.a. FOAP); Giuseppina Leone (componente c.d.a. FOAP); Alberto Proto (segretario FOAP); Roberto Termini; Nino Polizzi; Alessandro Simon. Del c.d.a. FOAP fanno altresì parte i professori Maria Andaloro, Giuseppe Barbera, Maurizio Carta, Roberto Collovà.

Un ringraziamento particolare agli organizzatori di questa manifestazione: Giuseppina Leone, Cesare Arangio, Alberto Proto, Sebastiano Provenzano.

A tutti voi il mio abbraccio e il ringraziamento per la vostra presenza qui, oggi.

Iano Monaco

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